OPUSCOLI

Quaderni di comunicazione sociale

Educhiamo al genere
  • Autrice: Rossella Ghigi
  • Editing: Chiara Cretella
  • Editore: Dry-Art
  • Collana: Quaderni di comunicazione sociale, n. 6
  • Data di pubblicazione: 2020
  • ISBN 978-88-943756-6-4 
  • Formato: cm 11,20x16
  • Pagine: pp. 32

Con il sostegno di: Regione Emilia-Romagna. Assessorato alla montagna, aree interne, programmazione territoriale, pari opportunità; Mediterranean Women's Fund


Il genere è il risultato dell’incontro tra le caratteristiche individuali della persona e le aspettative sociali che ruotano intorno alla sua definizione come uomo o donna. Esso è dunque un insieme di elementi prettamente culturali e psicologici. A differenza della socializzazione di genere, l’educazione è una attività consapevolmente intrapresa per evitare la cristallizzazione degli stereotipi legati all’identità e ai ruoli di genere, per promuovere una cultura inclusiva della diversità, la costruzione individuale della persona, riconosciuta nella sua infinita processualità. Con questo opuscolo impareremo insieme le definizioni, le normative, i processi e le buone prassi per acquisire competenze formative nell’ambito dell’educazione di genere. 


Le parole dell'accoglienza
  • Autrice: Angela Caporale
  • Editing: Chiara Cretella
  • Editore: Dry-Art
  • Collana: Quaderni di comunicazione sociale, n. 5
  • Data di pubblicazione: 2019
  • ISBN 978-88-943756-5-7 
  • Formato: cm 11,20x16
  • Pagine: pp. 36

Con il sostegno di: Regione Emilia-Romagna. Assessorato al Bilancio, Riordino istituzionale, Risorse umane e Pari opportunità, Comune di Bologna, Fondazione del Monte, Associazione Culturale Salotto delle Muse


Le parole danno forma al mondo, condizionano il nostro stesso modo di interpretare i fatti e hanno un ruolo fondamentale quando, utilizzate da classe politica e mass media, dovrebbero descrivere la realtà e non fare propaganda. È differente parlare di “persona clandestina” o di “migrante irregolare”? Come mai le persone che migrano non hanno mai voce sui giornali? Come raccontare tutti i processi dei fenomeni migratori e non fare sensazionalismo descrivendo esodi e sbarchi come invasioni? Questo opuscolo è una piccola guida di riflessione sulle giuste parole da utilizzare per rendere alle persone raccontate la loro dignità, perché l’accoglienza passa prima di tutto dal linguaggio. Il testo, corredato da un breve glossario, utile come aggiornamento per gli operatori/trici del mondo dell’informazione e di quanti/e lavorano su questo tema, è pensato per essere accessibile anche ai non addetti/e ai lavori, per orientarsi tra le notizie a proposito delle persone migranti, donandogli tutta la cura che meritano.

Wee too. Discriminazioni di genere e molestie sessuali sul lavoro
  • Autrice: Chiara Cretella
  • Editore: Dry-Art
  • Collana: Quaderni di comunicazione sociale, n. 4
  • Data di pubblicazione: 2019
  • ISBN 978-88-943756-4-0
  • Formato: cm 11,20x16
  • Pagine: pp. 42


Promosso da: Comitati Unici di Garanzia delle Aziende Sanitarie di Bologna. Con il sostegno di: Regione Emilia-Romagna. Assessorato al Bilancio, Riordino istituzionale, Risorse umane e Pari opportunità.

Con il recepimento delle direttive europee e internazionali, si è cominciato a capire che le discriminazioni e le molestie non devono essere viste come un problema privato tra due persone, ma riguardano i datori di lavoro, che sono obbligati a garantire non soltanto la sicurezza (integrità fisica) ma anche la dignità dei/delle dipendenti, utilizzando i mezzi della prevenzione e della formazione. Discriminazioni e molestie sono oggi considerate un fattore di rischio del benessere lavorativo. In questa breve guida illustreremo come le molestie siano un problema collettivo che riguarda non solo il mondo del lavoro, ma anche la società che le tollera, le minimizza o le nasconde. Tali fenomeni, esattamente come la violenza di genere, sono strutturali nelle nostre società perché diretta conseguenza di un sistema culturale non ancora messo in discussione. È ora che tutti noi cominciamo a dire Wee too, perché la discriminazione è una forma di violenza, e come tale ci riguarda.

Come trattare la tratta. Linee guida per una corretta comunicazione della prostituzione forzata
  • Autrice: Diana Fernández Romero
  • Traduzione, editing e scrittura dei paragrafi: Sex work; Contesto italiano; Modelli d’intervento relativi alla prostituzione; In quanto vittima di Chiara Cretella
  • Editore: Dry-Art
  • Collana: Quaderni di comunicazione sociale, n. 3
  • Data di pubblicazione: 2018
  • ISBN 978-88-943756-1-9
  • Formato: cm 11,20x16
  • Pagine: pp. 35
  • Prezzo di copertina: € 2,50

Realizzato in collaborazione con: Distretto Socio-sanitario di San Lazzaro. Con il sostegno di: Regione Emilia-Romagna. Assessorato al Bilancio, Riordino istituzionale, Risorse umane e Pari opportunità.

È possibile parlare correttamente del fenomeno della tratta di esseri umani nel campo della comunicazione? Quali sono le prassi raccomandate e quali dovremmo evitare? Questa guida vuole aprire la strada, quando si fa informazione sulla tratta, alla promozione di pratiche comunicative basate su una visione di genere e in difesa dei diritti umani. Questo lavoro si colloca sulla scia di molti esempi che in Spagna da diversi anni hanno cercato di fare luce su come comunicare la violenza. Il testo pioniere, che abbiamo ripreso eccheggiandolo nel nostro titolo, risale al 1999: è un manuale di buone prassi per i mass media, Come trattare bene i maltrattanti, curato dalla linguista Eulalia Lledó. Più recentemente gli sforzi si sono concentrati anche sull’approntare buone prassi giornalistiche nel campo della prostituzione e della tratta.  In Italia, al momento, sono queste le prime linee guida specificatamente rivolte al mondo della comunicazione.

Cyberbullismo e altri gironi digitali. Guida ai rischi del web per famiglie, scuole e altre agenzie educative
  • Autore: Massimiliano Martines
  • Editore: Dry-Art
  • Collana: Quaderni di comunicazione sociale, n. 2
  • Data di pubblicazione: 2017 - ristampa 2019
  • ISBN 978-88-943756-0-2
  • Formato: cm 11,20x16
  • Pagine: pp. 47
  • Prezzo di copertina: € 2,50

Realizzato con il sostegno di: Regione Emilia-Romagna. Assessorato al Bilancio, Riordino istituzionale, Risorse umane e Pari opportunità 

Qual è il luogo dove oggi i ragazzi e le ragazze rischiano di incontrare la violenza cieca e improvvisa del bullismo? La strada oggi è il web, gli ambienti in cui maturano le violenze possono essere i social media. Tutto avviene dunque in quello che dovrebbe essere il contesto più sicuro: nel chiuso della propria casa. Le quattro mura della cameretta dei figli, nell’apparente quiete e rassicurante silenzio, nascondono un inferno assordante, invisibile agli occhi degli adulti, ma in cui è necessario entrare per non trovarsi di fronte a situazioni ingestibili, dalle conseguenze spesso catastrofiche e irrimediabili. Se il bullismo tradizionale cessava una volta abbandonato l’ambiente in cui si manifestava, il cyberbullismo allunga invece i propri tentacoli ovunque e occupa tutti gli spazi della giornata. Questa guida vuole offrire utili suggerimenti per riconoscere le forme con cui si mostra o cela il cyberbullismo e segnalare le reazioni più frequenti di chi esercita o subisce una violenza. 

Io la conoscevo bene - Linee guida per una corretta comunicazione di genere
  • Autrice: Chiara Cretella
  • Editore: Dry-Art
  • Collana: Quaderni di comunicazione sociale, n. 1
  • Data di pubblicazione: 2017 - ristampa 2019
  • ISBN 978-88-943756-2-6
  • Formato: cm 11,20x16
  • Pagine: pp. 24
  • Prezzo di copertina: € 2,50

Realizzato con il sostegno di: Regione Emilia-Romagna. Assessorato al Bilancio, Riordino istituzionale, Risorse umane e Pari opportunità e Otto per mille Chiesa Valdese

Le donne rappresentano a livello globale solo il 24% delle persone ascoltate, rappresentate o di cui si è letto nei media, e spesso fanno notizia per tematiche relative alla sfera privata o in quanto vittime. Per evitare i processi di vittimizzazione si deve puntare su una informazione che valorizzi i movimenti femministi, i talenti delle donne, le storie di cambiamento sociale femminile sia nello spazio privato che pubblico. I media possono lavorare su una nuova cultura del consenso; parlare della violenza contro le donne anche fuori dai casi di cronaca; evitare toni emergenziali; lavorare sull’educazione e la prevenzione culturale; essere agenti fondamentali delle prassi trasformative. La loro potenza è vasta e se veicolano comunicazioni corrette concorrono a squarciare il velo della violenza simbolica che circonda la condizione delle donne. 

Perché?

La collana Quaderni di comunicazione sociale dell’Associazione Culturale Dry-Art nasce dall’esperienza dei corsi di comunicazione di genere organizzati da anni sul territorio. La collana è dedicata a vari argomenti del mondo del terzo settore. I primi opuscoli hanno trattato del tema della violenza contro le donne; del cyberbullismo e del fenomeno della tratta. Dedicata a temi di grande attualità ma poco conosciuti nel dettaglio, la collana intende fornire indicazioni di prima necessità per orientarsi sulle tematiche in oggetto e soprattutto per comunicarle correttamente. I volumi sono costruiti secondo un approccio gender-inclusive language.

I volumi sono acquistabili sulle principali librerie on line e sul sito alla seguente pagina CARRELLO

© Copyright DRY-ART