:: SOFFI STEREOFONICI
è uno spettacolo sporco e cattivo, che si propone di fotografare un'Italia altra da quella che vorrebbero darci a intendere, un'Italia lontana dal chiacchiericcio e dai lustrini televisivi, dalle elucubrazione degli opinionisti e dai pericolosi vaneggiamenti dei poteri. Un paese stretto dalle cinghie della violenza, raccontato attraverso le testimonianze di chi, volente o nolente, si è trovato in prima linea ad affrontare i soprusi e a reclamare a gran voce pace, giustizia e dignità umana. Il precariato, le tristi storie di Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi, la pedofilia dei battuage bolognesi, la mistificante missione umanitaria in Afghanistan: sono alcuni dei temi affrontati in questo lavoro. Le voci di persone "normali" costrette a uscire dalla propria dimensione quotidiana, si alternano a quelle di grandi personaggi delle italiche culture come Gino Strada, Pier Paolo Pasolini, Giovanni XXIII, ... Un percorso nel disagio contemporaneo attraverso un allestimento scarno, nullo quasi, dove la parola dell'attore si frantuma in un prisma di voci e personaggi, o per meglio dire fantasmi, parvenze appenna accennate. Uno spettacolo vario, dove l'aulico e il grottesco approdano a una felice sintesi. “Soffi stereofonici” oscilla tra sentimenti di rabbia e di amara resa, eppure la tensione continua di solidarietà sociale e fratellanza risulta essere, alla fine, inequivocabile elemento di salvezza. Questo lavoro è stato messo in scena per la prima volta nel 2007 sotto forma di studio, subendo via via varie modifiche.
:: ORFEO E IL POETA
è un recital incentrato sulla figura del poeta cantore. Qui però le due figure si sdoppiano e accanto all'Orfeo mitologico, summa di poesia, musica e retorica, si inserisce il moderno poeta che alla propria voce affianca l'uso del corpo: lingue diverse nella materia ma indentiche nella sostanza. Orfeo è Mataro da Vergato che accompagna il proprio canto alla lyra (strumento da lui stesso progettato e fatto realizzare, quindi pezzo unico al Mondo), intrecciandosi poi ai moderni versi di Massimiliano Martines, attore e poeta, sulla scia di quanto tramandato dalla tradizione ellenica. Il gioco di rimandi e contrasti crea una partitura di grande intensità emotiva e sonora. Accanto al recupero fatto da Mataro, nel corso di anni di studio, degli antichi inni ed epitaffi, e all'arrangiamento di moderne canzoni (da segnalare l'omaggio al Jacques Prévert de "Les Feuilles mortes"), si inseriscono i caustici testi, per la maggior parte inediti, di Martines, talvolta veri e propri monologhi teatrali.
:: POESIE IN PIGIAMA
è un progetto artistico e divulgativo di messa in rete di poesie. L'idea di fondo è quella di lasciare una documentazione video su internet di una "poesia" che nella voce trova una naturale cassa di risonanza. Il mezzo di diffusione è facebook e youtube. Uno degli obiettivi posti è di riqualificare la rete come mezzo di approfondimento culturale. Il progetto, ormai concluso, prende provocatoriamente e realisticamente il nome di "Poesie in pigiama" ed ha avuto cadenza quotidiana. Ogni mattina per 99 giorni è stato caricato, sulle succitate piattaforme, un breve video in cui poesia, voce e immagine potessero giungere ad un comune approdo estetico e contenutistico. Lo spazio delle riprese è circoscritto principalmente all'apparato fonatorio, con inquadrature di volta in volta differenti. Accanto a componimenti editi e inediti di Massimiliano Martines, figurano liriche di V. Majakovskij, A. Achmatova. M. Cvetaeva, W. Szimborska, G. Byron, P. Monette, F.T. Marinetti, A. Palazzeschi, R. Tagore, P. Levi, A. Rimbaud, S. Esenin, N. Gumilev, E. Stadler, G. Ungaretti, P.P. Pasolini, G. Carducci, A. Tarkovskij, M.J. Lermontov, D. Thomas, R.M. Rilke, E. Dickinson, B. Pasternak, S. Quasimodo, W. Whitman, G. Lorca, G. Gozzano, G. Rodari, D. Campana, P. Neruda, E. Montale, C. Baudelaire, di un frammento del "Qoelet" dell'Antico Testamento e una sezione di "Così parlò Zarathustra" di F. Nietzsche. All'interno del lavoro hanno trovato spazio anche alcuni testi di autori musicali (Patti Smith, Tom Waits, Jim Morrison, Nick Drake e Demetrio Stratos), con lo scopo di rimarcare non solo l'ideale e concreta vicinanza tra canzone e poesia, ma anche per mettere in rilievo una modalità recitativa dai forti rimandi a una musicalità spesso e volutamente insistita, nel recupero e ridefinizione di una tradizione orale che nel canto e nella recitazione affonda le proprie radici.
“Poesie in pigiama” ha suscitato particolare attenzione soprattutto su facebook attraverso gli strumenti di condivisione e discussione propri del social-network.
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